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Vincere la pigrizia mentale

Sappiamo leggere ma non siamo tutti poeti

Chi non sa leggere parole e frasi?

Al giorno d’oggi, praticamente tutti siamo in grado di farlo.

Eppure, ultimamente abbiamo un grosso problema, quello che gli esperti chiamano “analfabetismo funzionale”.

In parole povere, leggiamo ma non capiamo.

Non sempre questo è dovuto a mancanza di istruzione o a una scarsa cultura generale; a volte, chi legge sceglie consapevolmente di non capire nulla.

Normalmente questa viene considerata pigrizia mentale, e molti pensano che siano i giovani ad essere maggiormente colpiti da questo problema.

Ma come fare a vincere la pigrizia mentale e l’analfabetismo funzionale?

Ecco la buona notizia: anche se possono sembrare insormontabili, questi ostacoli possono essere superati.

Pensiamo a quello che leggiamo normalmente: oggi i social network ci offrono quantità infinite di post e racconti, ma nella maggior parte dei casi si tratta di propaganda rivolta alla pancia di chi legge.

Siamo ormai abituati ad assimilare tutto ciò che vediamo sullo schermo in maniera passiva, senza accendere il cervello.

Ma tutto cambia quando troviamo dei contenuti di valore, che ci costringono a riflettere: nel momento in cui pensiamo, il nostro cervello rimane acceso.

Per questo, chi scrive dovrebbe impegnarsi per creare delle immagini mentali, per suscitare delle vere emozioni: solo così è possibile allenare il lettore a pensare.

Prendiamo come esempio una delle poesie più note di Giuseppe Ungaretti: “Soldati”.

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

Soldati, autunno, alberi, foglie: sono solo quattro semplici parole, che però, messe bene assieme, si trasformano in una poesia capolavoro.

Com’è possibile?

La spiegazione è altrettanto semplice: il momento storico in cui queste parole sono state scritte, nelle trincee della prima guerra mondiale, e le immagini che esse richiamano alla memoria, creano un’emozione fortissima, accendono il cervello, diventano evocative.

Basta poco allora: bisogna imparare a mettere bene insieme elementi già conosciuti, creando così capolavori, ma anche prodotti e innovazione.

A pensarci bene, cos’è un telefonino se non un po’ di ferramenta messa insieme?

Ma guardando oltre al lato materiale, ci accorgiamo che c’è un pensiero, quello di poter essere connessi con tutto il mondo. Ed è un bellissimo pensiero, se solo lo si usasse correttamente.

Anche noi di KalaMitica abbiamo messo insieme pochi e semplici materiali: ferro, resina e magneti…e così è nato il progetto di KalaMitica Magnetic System.

Non serve essere dei geni: basta pensare in maniera diversa e mettere bene insieme delle cose conosciute.

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