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“L’Arco” ai Giardini dei Musei Eremitani

Il bronzo “L’Arco” è opera dell’artista padovano Guido Sgaravatti (8 giugno 1925 – 26 aprile 2019) e rappresenta, a grandezza naturale, una figura femminile impegnata nell’esercizio di yoga chiamato, appunto, “Arco” (o “Dhanurasana” in sanscrito).

La figura dell’arco, cara all’autore che fin da giovane ha coltivato la disciplina dello yoga, è qui rappresentata con maestria.

Cosa rappresenta il Dhanurasana

Questa posizione di Hatha Yoga è chiamata in sanscrito “Dhanurasana”, termine che deriva dalle parole dhanura “arco” e asana “posizione”.

Attraverso la posizione yogica del Dhanurasana, siamo noi stessi a diventare l’arco, mentre la mente, libera dai pensieri, diventa la freccia da scagliare per raggiungere il bersaglio, ossia i propri obiettivi di consapevolezza.

L’opera di Guido Sgaravatti rappresenta quindi l’uomo che, con umiltà e con la fatica propria della posizione assunta, lancia la sua mente (freccia) verso il cielo, unendosi ad esso.

L’artista lancia così la sua freccia ai posteri, invitandoli alla contemplazione della bellezza del creato.

Guido Sgaravatti ha così interpretato questa posizione yoga, emozionando l’osservatore che la ammira per la plasticità, l’armonia delle forme e la bellezza dell’opera nella sua interezza.

Gli occhi semichiusi della scultura ben rappresentano lo stato meditativo che si ricerca in questa posizione.

L’artista ha creato asimmetria nell’opera, per rappresentare l’imperfezione e la vulnerabilità dell’uomo, che a fatica cerca di evolvere verso l’alto, staccando la mente dalla provvisorietà terrena.

L’Arco” ai Giardini dei Musei Eremitani (Padova)

L’opera fu prodotta a partire dal 1984 e terminata in bronzo nel 1991.

La tecnica di fusione del bronzo è con calco a cera persa, con ritocco della cera direttamente in fonderia da parte dell’artista.

Dell’opera vennero realizzate tre copie, non perfettamente identiche tra loro perché caratterizzate singolarmente dall’artista prima della fusione.

La prima opera è stata commissionata e trova collocazione nella località di Giardini Naxos, vicino a Taormina.

Una seconda copia fa parte di una collezione privata.

La terza è stata donata alla città di Padova dagli eredi dell’autore, Francesco, Antonio ed Elena Sgaravatti.

L’opera è stata posizionata presso i Giardini dell’Arena, all’uscita della Cappella degli Scrovegni, e verrà inaugurata l’8 giugno 2022 alle 11.30, giorno dell’anniversario della nascita di Guido Sgaravatti.

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