fotosgaravatti-1

Dal 1° maggio al 20 settembre, ormai lo sapete, siamo al Milano Wine Garden, spazio dedicato alla cultura del vino, dove si organizzano degustazioni, conferenze ed eventi.

Siamo lì con Crazy Pallet e con KalaMitica, e ci stiamo divertendo un sacco! Qui vi spieghiamo perchè abbiamo deciso di aderire al progetto, e perchè i nostri prodotti sono legati ai concetti di eco-sostenibilità e Made in Italy.

 

Quale è stata la prima impressione sul progetto di Milano Wine Garden? Ha subito deciso di farne parte?

Il progetto mi è piaciuto immediatamente! Considero il vino, il cibo, l’arte, il design e la capacità di creare prodotti innovativi la vera eccellenza italiana da comunicare in modo unico e originale. Quando ho espresso questi valori ai promotori del progetto, in occasione della prima visita nella Basilica di Sant’Ambrogio e nello spazio dell’Oratorio della Passione, mi sono ulteriormente entusiasmato perchè ho trovato persone che condividevano le mie stesse idee. Fin da subito ho voluto investire nel progetto creando uno spazio dedicato a Milano Wine Garden già alla fiera di Myplant, svoltasi a Milano a febbraio scorso; qui abbiamo avuto modo di incontrare un altro importante attore per la riuscita del progetto, ossia Stefano Passerotti.

I suoi arredi sono un mix perfetto tra architettura, eco-sostenibilità ed ecologia, come ha saputo creare questa unione?

Sono 2 anni che Sgaravatti Trend lavora al progetto Crazy Pallet. Abbiamo presentato a Zurigo per la prima volta il progetto allestendo delle pareti verdi con mezzi bancali standard. La gente incuriosita chiedeva ogni genere di informazione ma, insieme a questo, ci veniva richiesto anche il bancale colorato che avevamo prodotto ad hoc per la fiera. Da lì è iniziato tutto, abbiamo creato una partner ship con un’azienda in difficoltà che produceva espositori per raggiungere un obiettivo comune: quello di dar vita a mobili e pareti verdi di design ispirandoci al pallet. La modularità di Crazy Pallet ci permette poi di dar vita a svariate combinazioni, adatte a molteplici scopi, nel mondo contract con temporary shop, allestimenti fieristici, bar e ristoranti nel mondo privato con salottini, orti da terrazzo, tavoli e sedute tutte integrabili con pareti verdi e di piacevole impatto. Ci teniamo molto al Made in Italy che è il drive cha abbiamo sempre usato anche sul nostro prodotto di punta Kalamitica, un concept innovativo che i promotori del progetto hanno voluto in vendita anche in Milano Wine Garden.

Il Milano Wine Garden è partito con successo: tutti gli ospiti esprimono pareri positivi sul luogo, sull’ambiente e sui suoi prodotti, quali sono state, da parte della Sgaravatti, le maggiori difficoltà per un allestimento così originale all’interno di un luogo ricco di storia e cultura?

Difficoltà ne abbiamo avute parecchie, prima di tutto quella di accontentare tutte le diverse esigenze del luogo, doveva esserci l’esposizione del vino, dei libri, un bistrot, una modularità spinta dei tavoli, che servono sia per le cene che per gli eventi, una cappella dedicata alle mostre, tutto all’insegna della funzionalità legata alla ricerca di essere coerenti con un ambiente di bellezza storica e culturale riconosciuta nel mondo. Poi non potevamo certo intaccare minimamente la struttura monumentale della Basilica per cui tutto l’allestimento dovevano essere auto-portante, coperto con linee essenziali e austere. Spero di esserci riuscito.

Continuando a parlare di ambiente, come vede una futura e prolungata collaborazione con il format del Milano Wine Garden?

La piccola e media impresa è il vero cuore dell’Italia e il Milano Wine Garden ne è un esempio. Le persone incontrate sono sicuramente di spessore culturale e umano molto elevato. Ad oggi mi fa piacere aver condiviso questa esperienza con loro, sicuramente ci sono anche state difficoltà di differenti visioni, ma è normale quando si è in tanti. Comunque sì, credo anche che possa esserci un futuro insieme per sviluppare altri progetti.

 

Credits: Milano Wine Garden